Archivio mensile:maggio 2010

“Magnificat” a Bologna e Roma

La prossima settimana ci attendono due nuove date di “Magnificat“!

Giovedì 03 giugno 2010 saremo ospiti al Festival delle Culture Antifasciste, a Bologna: lo spettacolo andrà in scena alle 21 allo spazio Atlantide, in Piazza di porta Santo Stefano 6.

Venerdì 04 giugno 2010, invece, scenderemo a Roma per le Cinque Giornate Lesbiche, attesissimo festival della cultura e identità lesbica. Saremo in scena alle 22 presso la Casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara 19, nel centralissimo quartiere Trastevere.

Vi aspettiamo…

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TRANSISTERS

Venerdi 14 maggio ore 21.15

Centro polifunzionale, Via Prati, 10 – Trento

In occasione del festival LGBTQasterisco Universinversi

“TRANSISTER” *
Spettacolo teatrale
Di Ila Covolan
Con Nicole de Leo e Mara Pieri

Transisters è la storia di un transito. Un ritorno all’interno della propria coscienza, per risolvere un passato travagliato, di costrizione, di voglia di fuga, di invisibilità, verso una, molte forme di altre migrazioni. È la storia di chi transita: non solo da un genere all’altro, ma anche da uno stato all’altro, attraverso confini che sono corpi, frontiere, coscienze, perdono.
Una persona in due momenti diversi, due luoghi, due corpi diversi, che si ritrovano per ri-conoscersi, per ridisegnare la propria relazione, per riappacificarsi e dunque fondersi e ricomporsi. Per poi, forse, ricominciare a migrare. E così la storia del Kossovo diventa la storia dell’Italia, una migrazione di genere diventa lo specchio di mille altre migrazioni fisiche e simboliche. Con la consapevolezza che le lotte contro la repressione, la discriminazione, le forme granitiche e monolitiche sono inevitabilmente tutte intrecciate tra loro.

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BOB MAGAZINE

http://bobmagazine.wordpress.com/

Date un occhio al numero del 15 febbraio 2010 di Be OBjective Magazine, il cui tema è ADDICTION,  c’è una foto di un Goghi!

Be OBjective is a bimonthly online publication founded by a group of students of Bocconi University in Milan.  A fun and informal medium, open to contributions on various topics related art, music, theatre, media etc.

Untitled part of “Addiction”, Buenos Aires, 2008

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INAUGURAZIONE L’ARTIFICIO @ GALLERIA CIVICA

Goghi & Goghi presentano la loro opera “The white stands for” domenica 7 marzo 2010 @ Galleria Civica.

Maggiori info sul progetto: http://www.artificio2010.blogspot.com

The white stands for

|| THE WHITE STANDS FOR ||


The white stands for” è un lavoro di installazione che nasce da un ragionamento teorico e pratico sullo spazio bianco e l’invisibilità.

Il lavoro intende smontare la retorica dello spazio bianco come spazio neutro, e smascherare la totale politicità dello spazio bianco: esso infatti non è uno spazio mai neutro, ma fortemente connotato da un’egemonia culturale che vuole imporre regole e confini.

Il triangolo costituisce un chiaro rimando al triangolo utilizzato nel corso della deportazione nazista per identificare tutte le categorie di persone riconosciute come “fuori dalla norma”. Nell’installazione, si tratta di un triangolo rovesciato, con un orientamento inverso: un simbolo, dunque, di riappropriazione della propria identità minoritaria, così come utilizzato anche storicamente dal femminismo.

L’arte contemporanea si è basata spesso su una vera e propria mitologizzazione dello spazio bianco, il “white cube”, come luogo di neutralità nel quale, in assenza di vincoli, l’oggetto-opera potesse trovare totale centralità, godere delle condizioni ottimali per essere fruito e adempiere così al suo ruolo sacrale.

Installare tale simbolo di autodeterminazione sulla propria identità collettiva come minoranza non allineata e non allineabile, significa decostruire il potente mito del “white cube” confrontandolo con un altro tipo di “white”, quello comunemente relegato al silenzio. Non a caso il materiale utilizzato è la carta igienica: un oggetto di uso quotidiano fortemente legato alla dimensione del privato, del nascosto, di ciò che dev’essere omesso. Esattamente nello stesso modo in cui, all’interno di regole eteronormative, tutto ciò che non si allinea alla stretta divisione dei generi deve essere silenziato, omesso, nascosto, per non suscitare scandalo, confusione, perversioni. E se le identità sessuali non eterosessuali sono, nel discorso comune, “un fatto privato”, secondo il detto “ognuno fa ciò che vuole basta che lo faccia nella sua camera da letto”, la rappresentazione di tale identità attraverso il triangolo vuole essere un segno, forte, che le identità non allineate hanno sempre un valore politico, nel momento in cui si riappropriano degli spazi che intendono silenziarle.

The white stands for” intende, quindi, portare in luce come la retorica sul bianco e sul neutro nasconda in realtà un profondo lavorio di egemonizzazione culturale di determinate visioni del genere e dell’identità sessuale: visioni che profondamente si oppongono alla necessaria autodeterminazione dei corpi rispetto alla propria identità di genere e identità sessuale.

Il bianco non sta per neutrale, non sta per puro, non sta per libero: il bianco sta per politico, schierato, antagonista rispetto a visioni dominanti, e, in quanto tale, può diventare il punto di partenza per un rovesciamento degli stereotipi e delle discriminazioni.