Archivi categoria: artificio

1 artista + 1 curatore + 1 interlocutore = Dialoghi!

Locandina_Dialoghi_ok

Annunci
Contrassegnato da tag , , , ,

INAUGURAZIONE L’ARTIFICIO @ GALLERIA CIVICA

Goghi & Goghi presentano la loro opera “The white stands for” domenica 7 marzo 2010 @ Galleria Civica.

Maggiori info sul progetto: http://www.artificio2010.blogspot.com

The white stands for

|| THE WHITE STANDS FOR ||


The white stands for” è un lavoro di installazione che nasce da un ragionamento teorico e pratico sullo spazio bianco e l’invisibilità.

Il lavoro intende smontare la retorica dello spazio bianco come spazio neutro, e smascherare la totale politicità dello spazio bianco: esso infatti non è uno spazio mai neutro, ma fortemente connotato da un’egemonia culturale che vuole imporre regole e confini.

Il triangolo costituisce un chiaro rimando al triangolo utilizzato nel corso della deportazione nazista per identificare tutte le categorie di persone riconosciute come “fuori dalla norma”. Nell’installazione, si tratta di un triangolo rovesciato, con un orientamento inverso: un simbolo, dunque, di riappropriazione della propria identità minoritaria, così come utilizzato anche storicamente dal femminismo.

L’arte contemporanea si è basata spesso su una vera e propria mitologizzazione dello spazio bianco, il “white cube”, come luogo di neutralità nel quale, in assenza di vincoli, l’oggetto-opera potesse trovare totale centralità, godere delle condizioni ottimali per essere fruito e adempiere così al suo ruolo sacrale.

Installare tale simbolo di autodeterminazione sulla propria identità collettiva come minoranza non allineata e non allineabile, significa decostruire il potente mito del “white cube” confrontandolo con un altro tipo di “white”, quello comunemente relegato al silenzio. Non a caso il materiale utilizzato è la carta igienica: un oggetto di uso quotidiano fortemente legato alla dimensione del privato, del nascosto, di ciò che dev’essere omesso. Esattamente nello stesso modo in cui, all’interno di regole eteronormative, tutto ciò che non si allinea alla stretta divisione dei generi deve essere silenziato, omesso, nascosto, per non suscitare scandalo, confusione, perversioni. E se le identità sessuali non eterosessuali sono, nel discorso comune, “un fatto privato”, secondo il detto “ognuno fa ciò che vuole basta che lo faccia nella sua camera da letto”, la rappresentazione di tale identità attraverso il triangolo vuole essere un segno, forte, che le identità non allineate hanno sempre un valore politico, nel momento in cui si riappropriano degli spazi che intendono silenziarle.

The white stands for” intende, quindi, portare in luce come la retorica sul bianco e sul neutro nasconda in realtà un profondo lavorio di egemonizzazione culturale di determinate visioni del genere e dell’identità sessuale: visioni che profondamente si oppongono alla necessaria autodeterminazione dei corpi rispetto alla propria identità di genere e identità sessuale.

Il bianco non sta per neutrale, non sta per puro, non sta per libero: il bianco sta per politico, schierato, antagonista rispetto a visioni dominanti, e, in quanto tale, può diventare il punto di partenza per un rovesciamento degli stereotipi e delle discriminazioni.


WORK IN PROGRESS # 1

Prima sessione di lavoro. Lo spazio era stato diviso in 9 spazi personali, uno per artista, separati dallo scotch Fragile. Staccando lo scotch,Goghi & Goghi hanno deciso di condividere il loro spazio, per elaborare un progetto comune, of course.

THE BLOG

Il progetto l’Artificio, che si concluderà con una mostra collettiva il 7 marzo presso lo spazio TrentoShip, Galleria Civica di Trento, è documentato nel suo farsi all’indirizzo www.artificio2010.blogspot.com.

Potrete seguire passo passo tutto il nostro lavoro, documentato di fotografie.

L’ARTIFICIO: UN SEMINARIO PER GIOVANI ARTIST*


“L’artificio” è un seminario rivolto ai giovani fino a 29 anni, già attivi nel mondo dell’arte in qualità di artisti (ogni genere di arte, dalla pittura alla musica, dalla scrittura alla performance), critici o curatori, che intendano approfondire il significato (esistenziale, sociale, simbolico) della propria vocazione artistica. Come operare nel mondo dell’arte? Qual è stato e qual è oggi il ruolo dell’arte? Che cos’è il talento? Che cos’è lo stile? Come riconoscere la propria strada? Sono solo alcune delle domande cui nel corso degli incontri si cercherà di fornire, prima ancora che delle risposte, delle precise formulazioni. Gli incontri avranno una forma seminariale. Il punto di vista adottato non sarà meramente psicologico, si cercherà piuttosto un approccio “umanistico” alle tematiche proposte. Gli approfondimenti prenderanno spunto di volta in volta da brani letterari o dall’analisi di opere d’arte figurative; ampio rilievo sarà dato allo studio di testi autobiografici di artisti del Novecento (pagine di diario, lettere). Si toccherà anche, chiaramente, il significato squisitamente imprenditoriale dell’attività artistica (come fare dell’arte un lavoro?), che resterà tuttavia per lo più sullo sfondo, la vocazione artistica potendo convivere – come si cercherà di mostrare – con scelte professionali più “ordinarie”. La selezione per la partecipazione al laboratorio di dieci giovani è basata sostanzialmente su due princìpi: la diversificazione dei linguaggi artistici presenti, e la valutazione delle motivazioni più che delle competenze dimostrate.
La vocazione artistica, come (e, in certo senso, più) di altre “vocazioni”, ha bisogno di essere compresa e coltivata. Ciò può avvenire solo attraverso lo scambio con altri artisti e l’acquisizione di un’adeguata preparazione culturale.
A fronte della discreta attività artistica locale, che ha visto negli ultimi anni aumentare la presenza e le possibilità di espressioni artistiche legate alla musica, all’arte figurativa, al teatro e alla scrittura, sembra mancare un’adeguata riflessione sui modi, le motivazioni e le finalità dell’arte. Se fare arte è innanzitutto porsi delle domande nei confronti del mondo, appare necessario aiutare tutti quei giovani che hanno cominciato a produrre e a proporre la propria attività artistica a formulare nel modo più appropriato queste domande, dare loro gli strumenti per interrogare se stessi e la propria arte, approfondire il loro rapporto con le dinamiche e le potenzialità dei propri differenti linguaggi.
Oltre a sviluppare le capacità individuali del giovane artista, si intende al contempo mettere in moto quelle dinamiche di confronto e di collaborazione che appaiono imprescindibili per una crescita qualitativa e quantitativa della comunità artistica locale e che, in questo momento, sembrano essere poco sviluppate e spesso trascurate tanto dalle istituzioni quanto dagli artisti stessi. Mettere in contatto esperienze diverse, creare reti concrete ed efficaci di giovani artisti, aiutare a sviluppare progetti e idee comuni, sono azioni necessarie che oggi sono affidate per lo più alle reti virtuali dei social networks, spesso acritiche e incapaci di soddisfare le esigenze delle realtà locali.

Contrassegnato da tag