Archivi tag: gender

Erbarium

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performance con illustrazioni dal vivo

con Mara Pieri

illustrazioni dal vivo di Elia Nadie

In natura, piante, arbusti, licheni, alberi, erbe, e molti altri ancora, si differenziano tra loro in un frattale sempre in espansione di combinazioni, imperfezioni, eccezioni. La classificazione della natura, l’Erbario, appunto, è un’operazione titanica, che, proprio perchè destinata a non finire mai, assume contorni utopici. E tra gli esseri umani? La classificazione dei 7 miliardi di esseri umani, secondo il loro aspetto, si impernia il più delle volte in maschi o femmine. Attraverso un viaggio onirico, fatto di frammenti di testo inframezzati dalle parole di Suzyshock, poeta trans argentina mai tradotta in Italia, “Erbarium” porta il pubblico nei meandri delle contraddizioni del genere, delle possibilità delle differenze, dell’elogio dell’unicità di ogni essere vivente, sia esso pianta o umano.

E mentre scorrono i racconti, il corpo di Mara Pieri viene accompagnato dalla musica originale di Riccardo Fichera e dalle illustrazioni, realizzate dal vivo e proiettate come scenografia, di Elia Nadie: un incrocio di linguaggi che rende la performance a sua volta, il realizzarsi di un’unico, irripetibile racconto, diverso ogni volta, e ogni volta in espansione.

La performance è stata prodotta durante una residenza artistica @ AdaLab, Vicenza

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Giorno di residenza #4

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In questo preciso momento Goghi&Goghi hanno l’immenso piacere di essere ospiti di AdaLab, a Vicenza, per una residenza artistica in cui sta prendendo forma la nuova performance a firma G&G.

Il soggiorno culmina venerdì 13 con la presentazione della performance durante il consueto aperitivo di AdaLab (dalle 18 alle 21) e nel workshop Di_vision, che si terrà sabato 14 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 (con pausa pranzo in compagnia).

Ci vediamo venerdì e sabato nella magica oasi di AdaLab che fluttua nel nebbioso nordest?

 

(per prenotarsi al workshop, ricordiamo che è consigliato inviare una mail a adalab[at]autoproduzioni.net

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“Magnificat” sbarca all’Out of gender di Milano

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Dopo una pausa durata qualche mese, nella quale Goghi&Goghi hanno meditato, scritto, letto, riposato, e messo carne al fuoco per i prossimi periodi, è giunto il momento di ripartire: e quale miglior ripartenza di uno spettacolo a Milano?

Magnificat“, infatti, sarà in scena a Milano venerdì 22 febbraio 2013, all’interno della rassegna “Out of Gender“: alle 21, i sei personaggi portati in scena da Mara Pieri, su testo di Ila Covolan, prenderanno vita sul palco di Villa Pallavicini, a raccontare la storia di una legge immaginaria che nel 2008 sconvolge l’Italia.

La rassegna, giunta alla seconda edizione, offre una programmazione di teatro e musica di “donne R/esistenti“, come cita il motto dell’associazione che l’organizza: un tentativo di portare una riflessione sul genere, sulle vite marginali e sul mondo queer, alla quale Goghi&Goghi sono molto content* di dare un contributo.

Vi aspettiamo, dunque: alle 21 a Villa Pallavicini, in via Meucci 3, a Milano. L’ingresso è di 10 euro con tessera, e si può mangiare.

Yep!

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Wham-Bam-Gracias-Ma’am

Ha il nome di una caramella, o di un’imprecazione, o di un assemblaggio di suppellettili Ikea. Wham-Bam-Gracias-Ma’am è un progetto ambizioso, che riunisce artist* di diverse nazionalità in una visione collettiva di sovvertimento degli stereotipi di genere e di lotta al dualismo imperante. Una collezione virtuale di opere bilingui, a volte trilingui, che dal Cile all’Italia, agli USA, riflette sui ruoli di genere; un laboratorio critico su assi globali, insomma. Perché gli stereotipi non hanno confini geografici. Come le caramelle. Come i mobili Ikea.

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DIVISE

scritto e diretto da Ila Covolan
con Mara Pieri

 

“Divise” è uno spettacolo sul lavoro. Sul genere e sul lavoro. “Divise” è un viaggio dentro frammenti di immagini, collage di luoghi comuni e meno comuni, su uomini, donne e soggettività al lavoro.

Su un palco sommerso da immacolati rotoli di carta igienica bianca, che si trasformano in scale, torri, sedie, pesi, materassi, si snodano e si intrecciano spaccati di realtà lavorative delle più diverse. Uno spettacolo su donne che lavorano ma non sono pagate, su donne che vengono sfruttate, su uomini che non si addomesticano alla maschilità egemonica, su donne che si ribellano e su uomini in transizione, su donne barbute che sono adatte per il marketing, sul razzismo introiettato, sui giochi di potere, sulla retorica della sicurezza, sulla meschinità del precariato.

“Divise” è uno spaccato crudo, tagliente, cinico, sull’ambiguità che il concetto di lavoro ha assunto nel contemporaneo, sugli attimi in cui il concetto di lavoro si stacca da quello di autodeterminazione, da quello di reddito, e diventa un universo in cui la sicurezza è un fatto personale, e il controllo è determinante per combattere la crisi.

Un solo corpo in scena, in transizione continua tra i generi e le identità; poche parole, a dipingere squarci di realtà tenera e violenta; azioni sceniche che costruiscono e abbozzano immagini che a poco a poco si distruggono, si trasformano.

Brevi, intensi frammenti di storie che si intrecciano, con la scomoda consapevolezza che il controllo sui corpi è sempre vigile, e si fa oppressivo quando essi si rifiutano di incarnare le costruzioni culturali di genere.

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