Archivio mensile:febbraio 2010

MAGNIFICAT

Presentazione

scritto e diretto da Ila Covolan
con Mara Pieri
musiche originali di Puppet_Luca Tiengo

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Italia, marzo 2009. Una legge istituisce l’obbligo di indicare sui documenti il proprio orientamento
sessuale. La popolazione italiana viene suddivisa in categorie attraverso passaporti e carte d’identità di diverso colore. Eterossessuali, omosessuali, lesbiche, transessuali, intersessuali e “non definiti/e” vengono sottoposti/e a controlli atti a verificare la loro appartenenza ad una o all’altra categoria. Vengono istituiti divieti ed obblighi, talora assurdi e ridicoli, per gli/le appartenenti alle diverse classificazioni. Viene infine richiesto per tutti/e i/le non eterosessuali un viaggio a Lampedusa, allo scopo di effettuare ulteriori accertamenti. Un viaggio senza ritorno, che mira all’eliminazione sistematica di coloro che non si allineano, sullo sfondo di una Lampedusa dove i container rappresentano le prigioni ultime.
Un’attrice in scena, sei personaggi che da diversi luoghi d’Italia intraprendono il viaggio per Lampedusa, e, allo stesso tempo, un viaggio nella loro identità sessuale, di genere e nel ruolo che la società loro impone. Uno spettacolo che racconta l’intersezione delle lotte, in un paese che equipara categorie minoritarie ad un’unica grande massa, di senza nome, di senza dignità. Un racconto ora divertente, ora nero, a tratti sguaiato, a tratti tragico; una sorta di lenta discesa agli inferi di uomini e donne spinti/e alle estreme conseguenze della catalogazione, in un tragico destino, che li accomuna a tutti i/le migranti, i/le rifugiati/e, le donne, che in questo paese non hanno nome, non hanno dignità, non hanno diritto di cittadinanza, ma solo un’etichetta, pesante come un macigno, di cui sembra impossibile disfarsi.
Uno spettacolo che nasce da una legge immaginata, ma terribilmente attuale per i suoi tragici risvolti. Una denuncia, un grido di ribellione alla discriminazione, al pericolo degli stereotipi, alle tante forme di violenza, alla crescente paura di ciò che è ‘diverso’ e anormale.

Le musiche originali sono liberamente scaricabili dal sito di Puppet ||

Tutte le fotografie di Magnificat nello slideshow sono di Silvia Pasquetto.

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WORK IN PROGRESS # 1

Prima sessione di lavoro. Lo spazio era stato diviso in 9 spazi personali, uno per artista, separati dallo scotch Fragile. Staccando lo scotch,Goghi & Goghi hanno deciso di condividere il loro spazio, per elaborare un progetto comune, of course.

THE BLOG

Il progetto l’Artificio, che si concluderà con una mostra collettiva il 7 marzo presso lo spazio TrentoShip, Galleria Civica di Trento, è documentato nel suo farsi all’indirizzo www.artificio2010.blogspot.com.

Potrete seguire passo passo tutto il nostro lavoro, documentato di fotografie.

L’ARTIFICIO: UN SEMINARIO PER GIOVANI ARTIST*


“L’artificio” è un seminario rivolto ai giovani fino a 29 anni, già attivi nel mondo dell’arte in qualità di artisti (ogni genere di arte, dalla pittura alla musica, dalla scrittura alla performance), critici o curatori, che intendano approfondire il significato (esistenziale, sociale, simbolico) della propria vocazione artistica. Come operare nel mondo dell’arte? Qual è stato e qual è oggi il ruolo dell’arte? Che cos’è il talento? Che cos’è lo stile? Come riconoscere la propria strada? Sono solo alcune delle domande cui nel corso degli incontri si cercherà di fornire, prima ancora che delle risposte, delle precise formulazioni. Gli incontri avranno una forma seminariale. Il punto di vista adottato non sarà meramente psicologico, si cercherà piuttosto un approccio “umanistico” alle tematiche proposte. Gli approfondimenti prenderanno spunto di volta in volta da brani letterari o dall’analisi di opere d’arte figurative; ampio rilievo sarà dato allo studio di testi autobiografici di artisti del Novecento (pagine di diario, lettere). Si toccherà anche, chiaramente, il significato squisitamente imprenditoriale dell’attività artistica (come fare dell’arte un lavoro?), che resterà tuttavia per lo più sullo sfondo, la vocazione artistica potendo convivere – come si cercherà di mostrare – con scelte professionali più “ordinarie”. La selezione per la partecipazione al laboratorio di dieci giovani è basata sostanzialmente su due princìpi: la diversificazione dei linguaggi artistici presenti, e la valutazione delle motivazioni più che delle competenze dimostrate.
La vocazione artistica, come (e, in certo senso, più) di altre “vocazioni”, ha bisogno di essere compresa e coltivata. Ciò può avvenire solo attraverso lo scambio con altri artisti e l’acquisizione di un’adeguata preparazione culturale.
A fronte della discreta attività artistica locale, che ha visto negli ultimi anni aumentare la presenza e le possibilità di espressioni artistiche legate alla musica, all’arte figurativa, al teatro e alla scrittura, sembra mancare un’adeguata riflessione sui modi, le motivazioni e le finalità dell’arte. Se fare arte è innanzitutto porsi delle domande nei confronti del mondo, appare necessario aiutare tutti quei giovani che hanno cominciato a produrre e a proporre la propria attività artistica a formulare nel modo più appropriato queste domande, dare loro gli strumenti per interrogare se stessi e la propria arte, approfondire il loro rapporto con le dinamiche e le potenzialità dei propri differenti linguaggi.
Oltre a sviluppare le capacità individuali del giovane artista, si intende al contempo mettere in moto quelle dinamiche di confronto e di collaborazione che appaiono imprescindibili per una crescita qualitativa e quantitativa della comunità artistica locale e che, in questo momento, sembrano essere poco sviluppate e spesso trascurate tanto dalle istituzioni quanto dagli artisti stessi. Mettere in contatto esperienze diverse, creare reti concrete ed efficaci di giovani artisti, aiutare a sviluppare progetti e idee comuni, sono azioni necessarie che oggi sono affidate per lo più alle reti virtuali dei social networks, spesso acritiche e incapaci di soddisfare le esigenze delle realtà locali.

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